Allegri: “Pogba għada x’aktarx se jilgħab”

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Illum Allegri indirizza konferenza tal-aħbarijiet lejlet Juventus-Cagliari. Fost l-oħrajn Allegri qal li Pogba jinsab tajjeb u allura hemm cans tajjeb li għada jkun jista’ jinżel fil-grawnd. Din li ġejja hi t-traskrizzjoni sħiħa, kelma b’kelma, ta’ dak kollu li ntqal fil-konferenza tal-aħbarijiet.

Buongiorno. In che condizioni hai trovato Pogba, che prospettive ci sono per domani. Ti sei già fatto in quadro di possibilità di recupero in vista di mercoledì?
“Un quadro di possibilità è difficile dirlo, posso solamente dire che Pogba ieri si è allenato con la squadra e ha fatto anche un buon allenamento, ha lavorato con la palla, quindi credo che ci siano le possibilità che domani possa giocare, o dall’inizio, o a partita in corso. Sicuramente non sarà nelle condizioni di fare tutta la partita, però è importante per averlo a disposizione a Madrid, per verificare le condizioni fisiche e soprattutto la ripresa, la confidenza con la palla e con la partita”.

Per la prima volta, visto che lo Scudetto è conquistato, ha la possibilità di attingere alla rosa. Lo farà in maniera cospicua? Magari quelli che hanno giocato meno possono avere gli stimoli giusti…
“Innanzitutto noi abbiamo il dovere e l’obiettivo di superare gli 80 punti, abbiamo ancora quattro partite: domani col Cagliari, poi abbiamo l’ultima in casa col Napoli, poi abbiamo due trasferte, Milano con l’Inter e Verona. Quindi abbiamo ancora 12 punti a disposizione e dobbiamo cercare di prenderli. Domani cambierò qualcosa, anche perchè tra la partita di sabato a Genova con la Sampdoria e quella di martedì col Real Madrid, la squadra ha speso molto. E soprattutto perchè ho altri giocatori che sono in buone condizioni, in grado di fare una bella partita domani e soprattutto cercare di vincere questa partita. Poi tra l’altro, quando si parla di quelli che giocano meno, quelli che hanno giocato meno, meno, meno, meno, ce ne sono due: Marrone che è sempre stato infortunato e De Ceglie. E un po’ Pepe che sicuramente ha giocato meno degli altri. E Romulo, che ha avuto problematiche. Però è in buona condizione e anche lui domani sarà a disposizione per un eventuale spezzone di partita. Poi gli altri più o meno hanno tutti giocato”.

Quanto la gratifica dire: “Siamo arrivati fino a qua senza Pogba”?
“Questa è a dimostrazione che innanzitutto la società ha lavorato bene sul mercato, dentro la rosa della squadra, oltre al gruppo storico, che da quattro anni vince, sono stati fatti degli innesti importanti, con giocatori giovani, che hanno avuto il tempo di ambientarsi, di adattarsi soprattutto alla Juventus e ad una squadra che deve giocare tutte le partite per vincere. Pr un giovane non è semplice. Basta vedere Morata all’inizio, ha avuto alti e bassi, Coman ha fatto bene, poi voi lo avete visto giocare meno però durante gli allenamenti anche lui ha avuto dei momenti alti e bassi; Sturaro è arrivato, ha avuto un momento di ambientamento, però a dimostrazione che era un buon giocatore, non c’era il bisogno di vederlo con il Real Madrid per quanto mi riguarda, è un giocatore giovane in crescita; lo stesso Pereyra: di lui si parla come un veterano, ma credo che abbia 23 anni. E’ importante dare un futuro a questa squadra e soprattutto quando ci sarà un cambio generazionale è normale avere dei giocatori dietro già pronti, altrimenti rischiamo di avere un buco. Per cui credo che la società si sia mossa bene l’anno scorso e credo che lo farà anche l’anno prossimo”.

Pare che Pirlo abbia questa idea di andarsene. Credi sia arrivato il momento del cambio generazionale in quella posizione?
“Ma no. Innanzitutto Andrea  è stato criticato, ma l’altra sera ha giocato secondo me una bella partita. All’inizio ha sbagliato qualche palla di troppo, cosa che per lui è inusuale. Quando Andrea sbaglia quelle palle, magari sembra che caschi il mondo. Ma dopo ha finito molto bene, ha finito in crescendo anche a livello fisico, a livello fisico ha fatto una bella prestazione, su questo non ci sono dubbi. In questo momento parlare di mercato credo non serva a niente, in questo momento l’importante è essere concentrati. Abbiamo quattro partite di campionato dove dobbiamo fare dei punti, perchè abbiamo il dovere di farli, siamo la Juventus e e dobbiamo cercare di fare più punti possibili, poi soprattutto abbiamo due/tre partite fondamentali. Due sicuramente, la prossima semifinale e la finale di Coppa Italia, tre se dovessimo andare in finale. Ma a questo ci pensiamo da domenica, se si comincia a pensare adesso al Real Madrid diventa troppo lunga. Arriviamo là e siamo già stanchi, quindi pensiamoci da domenica, da lunedì che è meglio”.

Uno o due tra Buffon e Tevez potrebbero stare fuori domani? Teme la reazione di Tevez quando glielo dirà? A proposito di quel siparietto che in Argentina ha fatto un po’ di clamore…
“Domani gioca Storari e Tevez credo che domani starà fuori. Per quanto riguarda il siparietto, tra l’altro io sono stato avvisato, mi è stato detto di Tevez… mi sono detto, ma dove è successo, perchè io sinceramente non me ne ero neanche accorto. E’ uscito lì… ha borbottato qualcosa, ma ci siamo salutati senza nessun problema. Eventualmente, fosse successo, non c’è nessun problema, è normale che quando un giocatore viene tirato fuori si arrabbia, l’importante è che quando sta in campo faccia quello che deve fare e credo che Carlitos quest’anno abbia fatto una stagione importante, una delle migliori, se non la migliore, da quando gioca a calcio: Per lui credo sia un’annata straordinaria e ha le potenzialità per fare un’altra grandissima annata”.

Messaggio? Sai già qualcosa?
“(ride, ndr) No, assolutamente. Vedendolo così….”.

Nel Boca?
“Ma anche nella Juventus”.

Luis Enrique spera di trovare in finale la Juventus. Un augurio? Che cosa rispondi? Che effetto ti ha fatto vedere il Barcellona così?
“Per quanto riguarda l’augurio di Luis Enrique, anche noi ci auguriamo di andare in finale. Eravamo a 180 minuti dalla finale, adesso ne mancano 95. Non è facile, perchè credo che arrivare in finale sarebbe una cosa veramente straordinaria, altrimenti sembra che il Real Madrid adesso sia una squadra scarsa, ma è una squadra di giocatori di grandissimo talento, che fanno viaggiare la palla a una velocità supersonica, quindi credo che a Madrid dobbiamo fare una grandissima gara, meglio di quella che abbiamo fatto a Torino. Ma dobbiamo esserne convinti e consapevoli. Ma ne riparleremo lunedì. Il Barcellona è due mesi che gioca un calcio veramente straordinario, soprattutto ha quei tre davanti che sono indemoniati. In questo momento credo sia difficile giocarci contro, ma un conto è farci due partite, un conto e giocarne solo una”.

La Juve rispetto al Real ha un vantaggio psicologico? Il fatto di aver già archiviato lo Scudetto. Il Real giocherà a Valencia una gara molto importante e impegnativa. Come può essere sfruttato questo vantaggio?
“Il vantaggio non esiste. La dimostrazione è che nelle partite di Champions… la partita dell’altra sera ha fatto passare in seconda fila il campionato che abbiamo vinto a quattro giornate dalla fine, quindi credo sia un traguardo importante, innanzitutto perchè era il quarto, vinto a quattro a giornate dalla fine, e vincere non è semplice. Non era così scontato come tanti e tutti dicevano all’inizio della stagione. All’inzio un po’ meno, poi a campionato in corso è diventato scontato. Quindi è passato in secondo piano. Questo significa che la Champions ha un’atmosfera straordinaria, di fascino e quando giochi una semifinale di Champions non è che ci siano 50 semifinali di Champions, ce ne sono due. E quando sei nelle quattro, se sei bravo, bravo, bravo ed un pizzico fortunato, arrivi in finale, altrimenti vai fuori con una delle squadre  più forti d’Europa. Quindi non ci sono vantaggi, il Real Madrid è una squadra straordinaria e noi dovremo fare una partita altrettanto straordinaria, molto migliore di quella che abbiamo fatto a Torino sul piano tecnico”.

In questi ultimi giorni ti stanno paragonando a tanti grandi tecnici, soprattutto italiani. Qual è il paragone che ti fa più piacere? Quale dei grandi tecnici hai guardato con maggiore attenzione quando hai iniziato questa professione?
“Io dico solamente una cosa, i paragoni fanno sempre piacere, ma un allenatore, come quelli del passati, qualcuno allena ancora, lo stesso Ancelotti, che è un allenatore straordinario, che rispetto a quello che ha vinto è stato meno acclamato di tanti altri, però ci vuole grandi rispetto perchè alla fine come dico sempre non c’è un solo metodo per vincere i campionati; le Champions sono una cosa strana, l’altro giorno pensavo alle ultime Champions vinte a un minuto dalla fine; l’anno scorso il Real Madrid ha perso la Champions, su un calcio d’angolo ribalta e vince la Champions; il Chelsea vince la Champions nel momento più difficile della loro storia, perde una Champions perchè Terry scivola sul dischetto del rigore e poi vince la Champions sull’unico calcio d’angolo che hanno battuto. Il Milan perde una Champions dopo aver chiuso il primo tempo sul 3-0, poi la vince l’anno dopo su una punizione di Andrea che rimbalza su Inzaghi. Quindi la Champions è una cosa particolare. Alla fine, però, quando ci sono gli allenatori che vincono ci vuole grande rispetto verso di tutti. Quindi per me, un paragone con questi allenatori che hanno vinto, è una cosa che mi fa molto piacere, però è importante per me e soprattutto per la Juventus essere arrivati a giocarsi una semifinale di Champions, che erano tanti anni che non ci si arrivava e soprattutto in un’annata dove l’obiettivo era di passare il turno e nessuno si sarebbe immaginato che si arrivasse a 95 minuti da Berlino. E’ la verità, siamo a 95 minuti, o 100. Speriamo 95 (ride, ndr)”.

Triplete?
“Uno l’abbiamo vinto, ora pensiamo a questa semifinale, godiamoci il momento che è la miglior cosa. Viviamo il momento, godiamocelo, altrimenti nella vita non si gode niente. Invece nella vita bisogna che sia godereccia, altrimenti siamo sempre tristi a pensare a quello che dobbiamo fare domani. Ogni tanto dobbiamo goderci quello che il Signore ogni  tanto, spesso, ci dà, bisogna essere fortunati, riteniamoci fortunati. Grazie”.

Puoi dirci solo se Pogba gioca dall’inizio?
“No lo so, vedrò oggi, devo decidere. O dall’inizio o a partita in corso. Comunque è della partita”.

Source: Tuttojuve.com

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