Konferenza tal-aħbarijiet lejlet Juventus-Barcellona

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Illejla Allegri, Buffon u Bonucci indirizzaw konferenza tal-aħbarijiet lejlet Juventus-Barcellona. Dan hu dak li huma ddikjaraw:

Buon pomeriggio Gigi. Quanto hai sognato di giocare questa partita?

BUFFON – “Sicuramente era un obiettivo, che in questi anni con tutti i miei compagni e la società ci eravamo posti di poter raggiungere. Probabilmente non pensavamo di arrivarci quest’anno, che fosse quello ideale per tante ragioni. La prima, e più importante fra tutte, il grande cambiamento a livello tecnico di allenatore che, secondo me, poteva permetterci di costruire un approdo in finale nei prossimi 2-3 anni. Invece è arrivata prima del previsto, è stata inaspettata. E come tutte le sorprese belle e inaspettate ci dà grande gioia”.

Ciao Gigi. In una partita come quella di domani le emozioni possono sopraffare gli schemi e le tattiche e se sì come pensate di ovviare a ciò?

BUFFON – “Sicuramente la componente emozionale ci sarà e giocherà anche lei una parte importante nella partita. E’ anche vero che si incontrano due squadre che hanno giocatori più o meno giovani con un bagaglio di esperienza importante da poter tener a bada e gestire questo tipo di situazioni. Per cui immagino che all’inizio, da una parte o l’altra, un po’ più di farragionosità, ma nell’arco dei 90 minuti, dopo i primi 5-10 minuti, si vedranno le due vere squadre e ciò che queste hanno fatto per arrivare in finale”.

Ciao Gigi. Zambrotta ha giocato sia nella Juventus che nel Barcellona, ha detto che è imbattibile in casa mentre si svuota un po’ fuori, e Berlino è uno stadio molto italiano, e te ne sai qualcosa. Questo pu spostare il pronostico?

BUFFON – “Credo che alla fine sia noi che loro non giocheremo in casa. Con le nostre conoscenze e affinità con il nostro stadio ci affiniamo meglio. In una partita secca e in una finale, come domani, certi valori emergeranno. Come ho detto in settimana e un po’ di tempo addietro, in maniera lucida e obiettiva partono avvantaggiati con merito, perchè hanno grandi valori individuali. Effettivamente, una squadra con Messi, Suarez e Neymar, con lo stesso Iniesta dietro non possa mai essere favorita. E’ normale sia così con questi giocatori. Però quando incontri una squadra con giocatori del valore della Juve, come Tevez, Bonucci, Marchisio, Pirlo, Pogba e chi c’è, penso che questa squadra non sia per forza vittima sacrificale. E ne sono fermamente convinto”.

Volevo chiedere a Gigi, visto che hai citato il cambio di guida tecnica, cosa c’è del triennio contiano e se Conte si è fatto vivo con voi. A Leonardo volevo chiedere, leggendo un giornale inglese che citava l’attacco del Barcellona come uno dei migliori della storia, se la grande scuola difensiva italiana ci saranno le tue caramelle all’aglio, se sono leggenda o verità e se le userai.

BUFFON – “Il mister ci ha fatto i complimenti tramite messaggio, e ci ha fatto molto piacere. Di suo è rimasto quello che in questi anni ci ha un po’ consacrato come la squadra più forte d’Italia, ovvero grande determinazione e ferocia e conoscenza tattica per esprimere un buon gioco. Sono virtù che con il lavoro e tempo abbiamo fatte nostre, e mi auguro ci voglia un po’ prima di riperderle”.

BONUCCI –  “Buonasera a tutti. Per quanto riguarda le caramelle fanno parte di una dieta particolare. C’è chi da una parte segue una dieta, e abbiamo letto in questi giorni, io da parte mia ho questa dieta con caramelle all’aglio che le presi in un periodo per mantenere la mia integrità fisica, visto che quest’anno ho giocato tanto. D’altronde se siamo arrivati in finale ci siamo arrivati per merito di un gruppo fantastico. La partita di domani sera non sarà solo difesa della Juventus contro attacco del Barcellona, che è fortissimo. Abbiamo dimostrato contro il Borussia Dortmund, che è stata la molla che ci ha fatto scattare nella testa la consapevolezza di una grande squadra. E per questo oggi siamo qui”.

Tutto il mondo da il Barcellona favorito. Come pensate possa andare?

BONUCCI – “Siamo arrivati qui con la consapevolezza di essere un gradino sotto. Ma abbiamo la consapevolezza che in gare così le differenze si assottigliano. Sta a noi lottare su ogni pallone e dimostrare, come ha detto Gigi, che la Juve non è qui per fare la vittima sacrificale”.

Come valuti la stagione di Ter Stegen?

BUFFON – “L’esperienza si fa giocando. Ha fatto una stagione importante, confermando quanto si diceva al Borussia Monchengladbach. L’avevo visto lì e mi aveva convinto, e le mie sensazioni quest’anno si sono confermate. E’ giovane, gli auguro una carriera lunga e costellata di molte vittorie. Da dopodomani….”.

Cambia il tuo modo di giocare con Barzagli e come lo descrivi come difensore?

BONUCCI – “Il mio modo di gioco resta lo stesso. Non è il compagno di reparto che ti cambia le caratteristiche. Sono stato descritto come giocatore di personalità, e voglio dimostrarlo anche domani. Barzagli, anche in un’annata sfortunata, è uno dei migliori al mondo. E’ fisico e insuperabile nell’uno contro uno e tecnico”.

Ciao Leonardo. Oggi i tifosi a Berlino hanno detto che segnerai il gol decisivo. Cosa saresti disposto a fare?

BONUCCI – “Ci credo di poter essere importante come quest’anno. Ma non sarà il singolo a vincere la partita, sarà la Juventus. Se segnerò ho fatto una promessa ad amici e moglie che tengo per me”.

Tornate in finale 30 anni dopo l’Heysel. Che carica può essere? In più saranno contrapposti attacco Barca e difesa Juve, ma i blaugrana hanno subito pochissimi gol. Dove si deciderà la gara?

BONUCCI – “Il ricordo dell’Heysel è un’emozione. Il ricordo di questa tragedia è uno stimolo in più per vincere la Champions, per dedicarla a chi ha perso la vita inseguendo un sogno. Il Barcellona non è solo attacco, hanno preso solo 21 gol nella Liga, sanno difendere. La partita dovremo vincerla a centrocampo, lì possiamo fare la differenza a livello di fisicità e personalità”.

La perdita di Chiellini pesa?

BONUCCI – “La perdita di Giorgio è importante, è una difficoltà in più. Ma da italiani in questi momenti tiriamo fuori il meglio, abbiamo lavorato bene e vogliamo dedicare anche a lui questo sogno che ha lavorato durissimo per essere qui. Vogliamo dedicarla a lui e a tutti gli juventini”.

Leonardo, giocare contro Messi, Suarez e Neymar ti porterà a rinunciare a qualche finezza o no? A tutti e due che vi hanno chiesto i bimbi o avete chiesto qualcosa?

BONUCCI – “Lorenzo mi ha chiesto “babbo, dove vai” gli ho detto “a Berlino” e lui “uffa, volevo andare al mare”. Gli ho detto che domenica lo mando al mare con mamma e gli farò un bel regalo”.

BUFFON – “Ho un figlio tifoso di Messi e uno di Neymar, saranno combattuti…. Però saranno dispiaciuti se perdiamo, sono molto tifosi della Juve… Preferivano Manchester City o Real Madrid contro di noi”.

Quanto conterà il pubblico domani? Pressione o meno?

BUFFON – “Non ci sono regole, viviamo il momento a seconda del momento. A Madrid, per esempio, il pubblico è molto emotivo e si imbambola più a vedere la partita che a tifare, perchè son belle partite da vedere. Può capitare che il pubblico sia uno strumento che da maggior esperienza a compagni nell’apporto vocale. Lo scopo è questo, è successo di peggio”.

Vincere domani sarebbe la gioia più grande della tua carriera?

BUFFON – “Il fatto che la Juve sia sempre stata rappresentata da grandi campioni, a conferma dei trofei vinti, ci dà consapevolezza che non siamo qui per caso. La storia dice che la Juve, almeno in semifinale di Champions, deve arrivarci sempre. Abbiamo una grande responsabilità, andassero bene le cose sarebbe fantastico, ma non normale, ma che ci renda felici. Non mi strappo i capelli dalla pazzia se vinco, sono contento e si riparte dopo un mese e mezzo. Questo è lo spirito, rappresentiamo il meglio del calcio italiano. Sarebbe straordinario ma è qualcosa che ci sta”.

Ora tocca a Massimiliano Allegri.

Bonucci e Buffon si son dati per sfavoriti. Condividi questo?

“Siamo partiti avendo un obiettivo importante, di essere tra le prime otto. Siamo arrivati oltre, siamo tra le prime due. Ora vogliamo essere primi. Il ruolo mio, ho aggiunto qualcosa  a ciò che sapeva già fare e di migliorare in Europa”.

Come si fermano Messi, Neymar e Suarez? Come vedi Vidal?

“Ha detto che è la partita più importante della sua vita, spero di sì e ve ne siano altre. Messi-Neymar-Suarez, il ritornello è come si fermano, come si fermano, come si fermano…. Dovremo essere molto bravi e fare gol, perchè difficilmente finirà 0-0”.

Hai già affrontato allenando il Milan il Barcellona. Userai la stessa tattica di due anni fa?

“Assolutamente no, giocavano in modo diverso senza centravanti. E’ un Barcellona con uno Xavi in meno e un Rakitic in più, due elementi diversi. E un centravanti in più”.

Bonucci ha detto che volete dedicare il titolo agli angeli dell’Heysel.

“E’ una tragedia nera da ricordare e commerare le vittime. Ho già detto in precedenza, bisogna stringersi con affetto ai famigliari e ricordarli”.

Siete arrivati in finale come outsider, ma le sorprese siete tu e Luis Enrique. Ti senti l’outsider degli outsider e se ti va di esprimere un parere su Luis Enrique che ha svolto un lavoro come il tuo, con una pesante eredità sulle spalle.

“Per quanto riguarda Luis Enrique parlano i risultati. Domani sera sicuramente una delle due vincerà tutti e tre i titoli. Speriamo noi. Gli faccio i complimenti, non era facile e non è mai semplice nelle grandi squadre, mentre all’esterno pare facile. Alla Roma ha faticato, ma era normale arrivando da fuori. Ma si vedeva che aveva grandi idee e giuste”.

Ci sono rischi di molti giocatori all’addio, tra dubbi, procuratori e padri che parlano. Quanto disturba prima di una finale?

“Prima di una finale di Champions questo disturba ben poco, anzi niente. Credo che domani saremo tutti concentrati su questa partita, perchè dovrà essere una grande partita.  E come in ogni finale ci vorrà un pizzico di fortuna, dovremo essere bravi a trascinarla dalla nostra parte”.

C’è qualcuno dei tuoi particolarmente teso? Hai dovuto fare qualcosa per allentare la tensione?

“No, la squadra si è allenata serenamente da lunedì, quando abbiamo ripreso dopo Verona. Dispiace per quanto successo a Chiellini, doveva andare così. Abbiamo perso un ragazzo che ha fatto tutto il cammino in Champions e facendo cose importanti a livello di gioco. Fortunatamente ci sono Barzagli e Ogbonna. Se Barzagli, come sembra, sta bene, gioca Barzagli. Se Barzagli avrà qualche problema gioca Ogbonna”.

Volevo sapere cosa ti ha detto il maestro Galeone e se ritieni che una chiave frenare gli esterni Dani Alves e Jordi Alba.

“Col mister ho parlato dieci giorni fa,eravamo troppo lontani dalla partita. Il Barca non va limitato, dobbiamo pensare a come far gol. Ci vuole una partita tecnica, loro sono una squadra tecnica che fanno del possesso palla e pressing offensivo la loro miglior difesa”.

Ci sono tanti gufi attorno a questa partita. E’ un limite o carica lo spogliatoio ciò? Ha un messaggio per questi tifosi contro?

“No, credo che faccia parte dello sport. E’ normale che per il calcio italiano avere una squadra in finale di Champions sia molto importante. E’ dal 2010, l’anno dell’Inter, che una squadra non si avvicinasse a ci. Poi si è ricreato un movimento ed entusiasmo. Credo che gli appassionati italiani non vedano l’ora di vedere la Juventus sollevare la coppa, perchè è un bene per il calcio, tanto denigrato, da tanti”.

Si parlava dei punti forti del Barcellona. Pensi che abbia punti deboli e se sì come colpirli? Pogba ha detto che darà il meglio di sè. Sarà l’arma in più?

“Domani sera tutti daranno il meglio di sè. E’ una partita unica, non abbiamo chance di rivincita. Dovremo essere nelle migliori condizioni fisiche, e lo siamo, mentali, e lo siamo. Bisognerà giocare bene contro una squadra che ha grandi individualità, grande collettivo ma come tutte le squadre hanno punti deboli”.

Guardiola ha detto che se Messi sta bene è imbattibile. Condividi?

“Spero sia battibile domani. Siamo qui per questo, sennò facevamo una gita diversa…”.

Buffon ha detto che pur vincendo non si strapperebbe i capelli. Lei lo farebbe?

“No, perchè ne ho già pochi…. Domani dovremo fare l’ultimo passo, un passo importante, difficile, ma come ogni partita di Champions”.

Non sono tanti che in dieci anni passano dalla C alla finale di Champions. La gavetta quanto ti ha dato? E sei concorde con il fatto che gli allenatori, come spesso dici, anche domani non daranno più del 5-10% di incidenza?

“Io dico sempre che determinano i giocatori. L’allenatore deve metterli in condizione di esprimersi al meglio e migliorarli. La gavetta credo sia stata una cosa importante nel mio percorso da allenatore. Ho imparato tanto e devo ancora imparare molto”.

Due domande. Sei venuto alla Juve per migliorare il rendimento europeo. Cosa hai cambiato nei limiti oggettivi che vi erano? Viste le finali perse senti il peso della storia? Ronza qualcosa?

“Non ronza niente. La Juventus ha giocato sette finali di Champions, vincendone due e perdendone cinque. Il Barcellona 7, vincendone 4 e perdendone 3… Fate i vostri conti…. O si finisce 3 a 5 o 2 a 6…. La mentalità…. Ho spesso detto che in Champions gli episodi sono decisivi, a volte abbiamo fatto bene, a volte meno come a Monaco, dove siamo stati accusati di aver fatto una partita brutta. Ma per arrivare in fondo alla Champions non puoi giocar sempre bene e al meglio. Ci sono avversari che ti fanno giocar bene, altri no. E’ cambiato il modo di giocare, in Europa abbiamo giocato quasi sempre con la difesa a 4, anche se a Dortmund abbiamo giocato 70 minuti a tre. Ma conta come affronti le partite. L’anno scorso la Juventus è stata eliminata per un episodio sfavorevole in Turchia e quindi a volte le annate prendono direzioni opposte. Quest’anno, indipendentemente da domani, anche se dobbiamo vincere, abbiamo fatto un’annata straordinaria, perchè oltre al quarto scudetto, che non è facile, e la decima Coppa Italia, dopo 20 anni, c’è il consolidamento della società per migliorarsi in futuro e stabilirsi tra le prime otto d’Europa. Questa è l’annata giusta per questo input”.

A lei da tifoso juventino da piccolo quanto è carico e quanto si aspetta ricordando la complicata storia della Juventus? Quanto il fatto che Luis Enrique abbia allenato in Italia e che conosce voi quanto vi sfavorisce?

“Conosce il calcio italiano, ma sarà una partita a sè. Dovremo essere bravi a rimanere per 95 minuti dentro la partita, dovremo essere forti e consci e ribaltare i pronostici sfavorevoli”.

Avete un grande centrocampo, con Pogba e Vidal. Saranno decisivi loro?

“Credo che il termometro della partita sarà lì”.

In caso di vittoria della Champions, Buffon e Tevez sono nomi spendibili per il Pallone d’Oro?

“Sarebbero spendibili anche se non vincessimo. Tevez, per quanto fatto in carriera e quest’anno, e Buffon nell’annata è risultato decisivo in partite importanti. Ho speso tante parole per Gigi, merita il Pallone d’Oro”.

Source: Tuttojuve.com

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